LE PROCESSIONARIE

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Le processionarie sono tra gli insetti infestanti più pericolosi. Appartengono alla famiglia dei defogliatori e sono un insetto ormai diffuso in tutta Europa. Tra le piante preferite dalle processionarie ci sono i pini e le querce e il contatto con questi insetti può essere pericoloso sia per gli uomini che per gli animali, per l’effetto urticante della peluria che gli ricopre il corpo. Da giovani le processionarie si presentano come una larva che misura da 1 a 3 cm e i gruppi di larve si spostano sempre in fila indiana, formando una sorta di processione, da cui deriva quindi il loro nome, per raggiungere il nido. Giunte a maturità le larve dall’albero, dove hanno costruito il loro nido, si calano verso il basso per interrarsi, per poi ricomparire a luglio, agosto sotto forma di farfalle triangolari. Le processionarie sono un insetto diffuso prevalentemente nelle regioni temperate, e infestano soprattutto pini ma anche querce, e cedri. In Italia da ormai qualche anno la lotta contro questi insetti è obbligatoria, in quanto possono rappresentare davvero un pericolo per l’uomo. I metodi più utilizzati sono i trattamenti con insetticidi sulle larve, esclusivamente però su quelle che si trovano all’aperto in quanto il nido impedisce di eliminare quelle presenti al suo interno. Una volta uccise è necessario bruciarle in quanto urticanti anche dopo la morte. Si può inoltre ricorrere a una lotta meccanica che consiste nel cospargere il tronco dell’albero di colla entomologica, oppure nel tagliare i rami dove sono presenti i nidi, ammucchiarli insieme a rami secchi e bruciarli. Vi è poi una lotta guidata che implica l’uso di feromoni per ottenere catture di massa. La lotta biologica contro questi insetti prevede l’uso di prodotti a base di Bacillus Thuringiensis, è questa però un tipo di lotta molto difficile da attuare e poco efficace in quanto la presenza dei nidi a protezione delle larve fa si che non tutte siano raggiunte dal bacillo. La lotta biotecnologica invece prevede l’uso di trappole ai feromoni, che posizionate nei mesi estivi catturano molti maschi attraverso il rilascio di ormoni sessuali femminili presenti nelle trappole. Nei periodi da dicembre a gennaio può essere utile anche il ricorso ad armi da fuoco, quando cioè le larve si riuniscono tutte nei nidi per sopravvivere alle basse temperature invernali; sparando il bozzolo si lacera e l’abbassamento di temperatura uccide le processionarie.

 



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