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Sistemi di monitoraggio degli insetti

Le norme che riguardano gli ambienti delle industrie alimentari danno particolare importanza ai sistemi di monitoraggio degli insetti. Vengono infatti specificati i metodi per progettare e realizzare sistemi di monitoraggio di insetti negli ambienti delle industrie alimentari, in modo tale da dare al datore di lavoro la possibilità di intraprendere azioni di strategia e lotta agli insetti infestanti. Le derrate alimentari conservate immediatamente dopo il raccolto possono già contenere insetti provenienti dai campi e anche subire attacchi da organismi animali (roditori, uccelli, insetti ecc) che possono produrre danni seri, riducendo in alcuni casi anche il prodotto, a causa dell’attività trofica degli insetti, oppure una indisponibilità per imbrattamento da escrementi. La lotta contro gli insetti richiede strategie accettabili, sia dal punto di vista economico, sia per la salute del consumatore; per questo la lotta contro gli insetti e la disinfestazione diventa così delicata e di difficile applicazione nelle industri alimentari. Da molti anni contro gli insetti vengono utilizzati per questo sistemi di monitoraggio che permettono di rilevare la loro presenza negli ambienti e il loro andamento nel tempo. Quando si parla di insetti delle derrate alimentari e conseguentemente della loro disinfestazione è bene tener presente alcuni termini, importanti al fine di rendere più chiare le normative relative alla lotta contro questi insetti. Con il termine attrattivo si intende una sostanza, naturale o di sintesi, in grado di attrarre gli insetti in modo più o meno selettivo, provocando una risposta comportamentale, analoga a quella indotta dagli alimenti. Parlando di feromoni ci si riferisce alle sostanze naturali prodotte dagli insetti che servono per comunicazioni intraspecifiche. Per il monitoraggio vengono quindi utilizzati feromoni, naturali o di sintesi, posti in apposite trappole. Per insetti si intendono gli organismi vivi non desiderati, rilevabili negli ambienti delle industrie alimentari. Con il termine monitoraggio si intende un sistema utilizzato per rivelare la presenza degli insetti mediante la raccolta sistematica di dati relativi alla loro presenza e alla loro evoluzione nel tempo. La trappola è uno strumento necessario alla cattura degli insetti, mentre gli ambienti sono le aree, le zone dell’industria alimentare nelle quali si attuano le fasi della produzione, della trasformazione e della distribuzione degli alimenti. L’alimento è  qualsiasi sostanza, trasformata o non, che è destinato a essere ingerito. Con industria alimentare si intende ogni soggetto pubblico o privato che svolga una qualsiasi attività connessa a una delle fasi di produzione, trasformazione o distribuzione degli alimenti. Per punto critico dell’ambiente si intende un’area composta da uno o più locali, una zona, o un punto dell’edificio dove si ritiene possa manifestarsi la presenza di insetti, che potrebbe ripercuotersi sulla sicurezza igienica degli alimenti. L’ispezione è, in parole povere, la valutazione della presenza di un’infestazione da insetti negli ambienti delle industrie alimentari, effettuata mediante la conta degli insetti nelle trappole.

Per realizzare il monitoraggio, necessario al fine di combattere le infestazioni delle derrate alimentari, si devono collocare delle trappole per la cattura degli insetti negli ambienti interessati per poi procedere all’ispezione di tali trappole, con una frequenza regolare nel tempo, al fine di raccogliere e registrare i dati di cattura degli insetti. Il sistema di monitoraggio prevede alcune fasi applicative integrate tra loro: la progettazione e valutazione del monitoraggio, i documenti e la verifica. In primo luogo negli ambienti da sottoporre a monitoraggio devono essere individuati gli alimenti presenti e i punti critici da prendere in considerazione. In relazione agli alimenti presenti si deve prevedere il monitoraggio di tutti gli insetti per i quali sussiste un rischio di infestazioni e per i quali esistano delle trappole. Le trappole devono essere ovviamente collocate nei punti critici dell’ambiente e devono essere collocate in modo tale da assicurare una buona copertura dell’ambiente stesso e la loro collocazione deve essere riportare su un’idonea planimetria o mappatura. La collocazione delle trappole si lega ovviamente anche alle specie infestanti, per esempio nel caso in cui l’infestazione fosse dovuta a lepidotteri in ciascun ambiente a rischio dovrebbero essere poste almeno 2 trappole per ciascun specie o per gruppi di specie richiamate dallo stesso attrattivo. Nel caso in cui l’infestazione sia causata dai coleotteri il monitoraggio degli ambienti prevede la collocazione di trappole vicino ai punti ritenuti critici. Contro i ditteri la sistemazione delle trappole dovrebbe essere effettuata all’interno o all’esterno degli ambienti, in relazione alla tipologia e alle specifiche del fabbricante. In linea di massima dovrebbero essere collocate almeno 2 trappole all’altezza di circa 1,5m-2m. Nel caso in cui gli insetti infestanti siano dei blattodei in ciascun ambiente dovrebbero essere collocate trappole nei luoghi più favorevoli al loro sviluppo, o nei quali sia comunque evidente la loro presenza. Affinché il monitoraggio venga svolto con successo è necessario che le ispezioni vengano effettuate ogni 30 giorni, negli ambienti dove sono presenti le derrate alimentari, attraverso la conta degli insetti catturati nelle trappole, con l’ausilio di specifiche liste di controllo nelle quali devono essere riportate le osservazioni raccolte. Durante l’ispezione deve inoltre essere raccolto nel dettaglio qualsiasi dato di cattura e le osservazioni tecniche in merito alle condizioni di igiene osservate. Le trappole e gli attrattivi devono essere mantenuti ovviamente in condizioni di massima efficienza, ripristinando, se necessario, trappole quali superfici collanti o sostituendo feromoni e attrattivi secondo le cadenze indicate dal fabbricante. Il sistema di monitoraggio necessita inoltre dell’ausilio di documenti i quali devono riportare:

  • Quali specie di insetti siano sottoposte a monitoraggio all’interno degli ambienti,
  • A quale specie di insetto sia destinata ciascuna trappola,
  • Il numero di trappole collocate e la tipologia di ciascuna trappola presente e il tipo di attrattivo utilizzato,
  • La data di collocazione della trappola negli ambienti e la data di sostituzione dell’attrattivo,
  • La planimetria o mappatura dell’ambiente sulla quale siano riportati i punti di collocazione della trappola e la numerazione di ciascuna di esse,
  • I dati di cattura raccolti durante ciascuna ispezione,
  • Periodiche elaborazioni dei dati di cattura raccolti durante ciascuna ispezione al fine di osservare graficamente la presenza degli insetti in ciascun ambiente e il loro andamento nel tempo,
  • L’utilizzo e l’affissione di cartelli segnalatori che evidenzino la posizione della trappola e ne riportino il suo numero, tale numero deve corrispondere a quello indicato nelle altre documentazioni, fra le quali planimetria o mappatura e la scheda utilizzata per le ispezioni,
  • La descrizione delle responsabilità per l’attuazione del sistema di monitoraggio,
  • L’azione intrapresa per gestire la non conformità relativamente all’attuazione del sistema di monitoraggio,
  • Il nominativo della persona che ha effettuato ciascuna ispezione sulle trappole,
  • La durata di conservazione dei documenti.

 

Il sistema di monitoraggio deve essere ovviamente sottoposto a verifica ad intervalli appropriati, e in base a tale verifica devono essere adottate le azioni correttive e preventive appropriate. La verifica deve inoltre includere:

  • I dati di cattura raccolti durante le ispezioni e la loro elaborazione grafica,
  • I risultati delle ispezioni,
  • La corrispondenza degli elementi della documentazione alla progettazione e alla realizzazione del monitoraggio.

 

Ci sono vari tipi di trappole utilizzabili per il monitoraggio e si distinguono tra:

  • Trappole ad imbuto che sono costituite appunto da un imbuto di plastica, collegato ad un coperchio, e da un recipiente di raccolta degli insetti catturati. Gli insetti attratti dal feromone, posto in corrispondenza dell’imboccatura dell’imbuto, cadono nel recipiente dal quale non riescono più ad uscire. Questo tipo di trappola viene appesa ed è consigliata negli ambienti particolarmente polverosi. I principali insetti bersaglio di queste trappole sono i lepidotteri.
  • Trappole adesive tipo a delta che sono costituite in laminato di plastica o in cartone a forma di prisma posizionato orizzontalmente, le cui basi triangolari sono aperte permettendo così l’entrata degli insetti, attirati dal feromone posto al suo interno. Gli insetti restano poi invischiati in una superficie adesiva, in alcuni casi sostituibile. L’erogatore di feromoni è appoggiato sulla superficie adesiva o appesa tramite una linguetta. Queste trappole devono essere appese o posate su un piano e sono utili nella lotta contro i lepidotteri o i coleotteri volatori.
  • Trappola a rombo che è costituita in laminato plastico o in cartone a forma di prisma romboidale. Le trappole monouso, la cui superficie interna è completamente ricoperta di colla, vengono appiattite prima dell’utilizzo e aperte e formate ripiegando verso l’interno i due angoli inferiori che riducono le aperture da romboidali a triangolari. L’erogatore di feromoni in questo tipo di trappola è posto sul fondo e le trappole devono essere appese per poter combattere meglio gli insetti, e in particolar modo i lepidotteri.
  • Trappola a pagoda che è costituita da un tettuccio e da un fondo collato sostituibile, entrambi di materia plastica e ripiegati lungo la linea mediana. I due pezzi sono sovrapposti sfasati e collegati tra loro mediante anelli o linguette ad incastro in modo da determinare quattro aperture triangolari, due con il vertice rivolto in basso e due in alto. L’erogatore di feromoni viene appoggiato sul fondo o appeso al tettuccio tramite una linguetta. Queste trappole sono appese e come quelle a rombo vengono impiegate contro i lepidotteri.
  • Trappole a parallelepipedo che sono appunto a forma di parallelepipedo appiattito, in cartoncino, con due o quattro aperture laterali e superficie adesiva interna. L’erogatore di feromoni viene appoggiato sulla superficie adesiva o applicato in apposito alloggiamento. Questa trappola viene impiegata contro i lepidotteri e i coleotteri. Ci sono poi anche trappole a parallelepipedo monouso all’interno delle quali si trova la superficie adesiva che serve a trattenere gli insetti attratti dal feromone, che vengono utilizzati esclusivamente per i coleotteri, oppure trappole a parallelepipedo utilizzabili anche contro le blatte e i lepidotteri.
  • Trappole a vaschetta con attrattivo alimentare oleoso che sono costituite da una piccola vaschetta di plastica nella quale è contenuto un attrattivo alimentare oleoso, che ha la duplice funzione di attrarre gli insetti e di trattenerli poi nella trappola. Le trappole devono essere posizionate sul suolo o su dei ripiani e vengono utilizzate soprattutto contro i lepidotteri e i coleotteri.
  • Trappole a forma di pera, sferica, cilindrica che sono trappole in plastica, costituite da due parti separabili per la pulizia, il coperchio e il recipiente di raccolta degli insetti. Questi vengono attirati da una soluzione acquosa contenente un attrattivo alimentare, entrano attraverso fori situati sotto il coperchio rimanendo così intrappolati. Anche queste trappole vengono appese o posizionate su ripiani e vengono utilizzate nella lotto contro i ditteri e i vespidi.
  • Trappole ad imbuto monouso che sono costituite da un coperchio giallo dotato di aperture per l’entrata degli insetti e da un sacchetto di materia plastica contenente una soluzione acquosa con attrattivo alimentare. Queste trappole vengono appese all’esterno degli ambienti per combattere ditteri e vespidi.
  • Pannelli cromo attrattivi gialli che attirano gli insetti per via del colore facendoli rimanere invischiati. Questo tipo di trappola viene usata soprattutto contro i ditteri.
  • Trappole luminose che sono costituite da un sistema di attrazione basato sull’emissione di raggi ultravioletti da parte di tubi fluorescenti che possono avere diversa forma, intensità e efficacia attrattiva, a seconda delle caratteristiche tecniche e delle tecnologie produttive. Questi tipi di trappola vengono utilizzate soprattutto contro i ditteri e i coleotteri.


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