INCIDENTI IN PROSSIMITÀ DI LINEE ELETTRICHE

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INCIDENTI IN PROSSIMITÀ DI LINEE ELETTRICHE

Riportiamo alcuni esempi di imperizia e/o sottovalutazione del rischio elettrico:

  • Il primo esempio di infortunio è relativo ai lavori di costruzione di uno svincolo stradale, nelle vicinanze di un torrente e di una linea elettrica aerea da 20.000 Volt. Per la costruzione di un ponte sopra il torrente nella fase di getto del calcestruzzo venne utilizzata un’autopompa, costituita da un braccio articolato e da un tubo terminale flessibile. Dopo l’ultimazione del getto l’addetto alla manovra dell’autopompa si accinse a ruotarne il braccio per riportarlo nella posizione originale ed eseguire la pulizia della condotta, ma questo venne in contatto con la linea elettrica aerea e il lavoratore subì una violentissima folgorazione, morendo all’istante. Analizzando la dinamica e le cause dell’incidente si scoprì che prima di iniziare i lavori erano state effettuate delle manovre di prova al fine di evitare l’avvicinamento del braccio dell’autopompa alla linea elettrica aerea ed era stato stabilito un rigido metodo di procedimento. Malgrado ciò si rilevò che i fili della linea elettrica aerea avrebbero potuto essere messi fuori tensione e collegati a terra e avrebbero dovuto essere utilizzati dispositivi meccanici, elettrici o elettronici atti ad impedire l’avvicinamento del braccio a meno di 5 m dalla linea elettrica aerea.
  • Un secondo esempio è dato da un lavoratore, che indossando dei guanti di protezione e stivali in gomma, si accingeva ad effettuare lo scarico delle piastrelle mediante la gru del camion. Nel compiere quest’operazione il braccio della gru passò sotto i fili di una linea elettrica aerea da 20.000 Volt, toccando così i fili ed il lavoratore subì una violenta scarica elettrica, svenendo di conseguenza. Per suo sfortuna trovandosi in un luogo isolato, nessuno lo poté soccorrere e, quando rinvenne, con l’ausilio di un bastone di legno, azionò le leve di comando, per spostare il braccio della gru, che era ancora in contatto con i fili elettrici; le conseguenze, in questo caso, furono delle lesioni alle mani e ai piedi.
  • Nel terzo esempio l’ambientazione è una casetta a due piani in costruzione su cui passava una linea elettrica aerea da 20.000 Volt. La concessione edilizia poneva come condizione l’innalzamento della linea elettrica, in modo da poter procedere in tutta sicurezza ai lavori di costruzione. Poiché l’ente erogatore dell’energia elettrica tardava a concedere l’autorizzazione all’innalzamento della linea, i lavori vennero però iniziati e conclusi, senza provvedere allo spostamento della linea stessa. In questo caso non avvennero incidenti ma, a lavori ultimati, la trave di colmo del tetto distava di soli 20 cm dalla linea elettrica aerea e su segnalazione di un tecnico dell’ente erogatore dell’energia elettrica vennero avvisati i carabinieri. L’edificio venne così posto sotto sequestro e il tratto di linea in questione venne bypassato ed, in seguito, innalzato.
  • Nel quarto episodio alcuni lavoratori erano intenti a togliere l’alimentazione da alcuni trasformatori, per permettere i lavori di pulizia degli isolatori della cabina esterna di alimentazione agli impianti. Un lavoratore, particolarmente esperto, salì su un trasformatore, utilizzando una scala a mano e toccò con il braccio le lame sotto tensione, subendo una violenta scarica elettrica. Cadde da un’altezza di circa 5 m procurandosi varie lesioni. Malgrado l’accuratezza e la prudenza del lavoro non sapeva che il sezionatore in quel punto fosse ancora sotto tensione.

 

Come si vede da questi esempi gli infortuni sono spesso causati da imperizia e dalla sottovalutazione dei pericoli connessi all’energia elettrica. Questi infortuni potrebbero essere evitati applicando le norme di prevenzione degli infortuni. È quindi bene ricordare che già l’art. 11 del Decreto del Presidente della Repubblica 7 gennaio 1956, n. 164 prevedeva che: “Non possono essere eseguiti lavori in prossimità di linee elettriche aeree a distanza minore di 5 metri dalla costruzione o dai ponteggi, a meno che, previa segnalazione all’esercente delle linee elettriche, non si provveda da chi dirige detti lavori per un’adeguata protezione, atta ad evitare accidentali contatti o pericolosi avvicinamenti ai conduttori delle linee stesse". Inoltre nel decreto legislativo 9 aprile 2008 n. 81, che  abroga e sostituisce dal 15 maggio 2008 il decreto precedente 626/94, più articoli sono dedicati all’argomento. Al Capo III “Impianti e apparecchiature elettriche” l’articolo 83, relativo ai lavori in prossimità di parti attive, indica che “Non possono essere eseguiti lavori in prossimità di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette, o che per circostanze particolari si debbano ritenere non sufficientemente protette, salvo che vengano adottate disposizioni organizzative e procedurali idonee a proteggere i lavoratori dai conseguenti rischi”. Al Capo II “Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota” l’articolo 117 recita che: “Quando occorre effettuare lavori in prossimità di linee elettriche o di impianti elettrici con parti attive non protette o che per circostanze particolari si debbano ritenere non sufficientemente protette, ferme restando le norme di buona tecnica, si deve rispettare almeno una delle seguenti precauzioni:

  • Mettere fuori tensione ed in sicurezza le parti attive per tutta la durata dei lavori;
  • Posizionare ostacoli rigidi che impediscano l'avvicinamento alle parti attive;
  • Tenere in permanenza, persone, macchine operatrici, apparecchi di sollevamento, ponteggi ed ogni altra attrezzatura a distanza di sicurezza”.

 

Il documento dell’ufficio “Sicurezza del lavoro” per quanto riguarda gli incidenti sul lavoro ricorda che anche scariche elettriche di lieve intensità possono comportare conseguenze mortali e che le scariche elettriche possono verificarsi anche in caso di umidità e in presenza di materiali a conducibilità elettrica meno buona. Dunque, secondo questo documento, in vicinanza di linee elettriche aeree in tensione si possono eseguire lavori a patto che:

  • Le linee elettriche aeree siano state poste fuori tensione per tutta la durata dei lavori;
  • Le parti in tensione siano state coperte o delimitate;
  • Le distanze di sicurezza vengano rispettate.

 

Il rispetto delle distanze di sicurezza riguarda anche l’impiego di:

  • Macchine, ad esempio gru, escavatori, pompe per calcestruzzo, montacarichi, scale meccaniche;
  • Carichi ingombranti sui mezzi di sollevamento, ad esempio il ferro per l’armatura, gli elementi per l’armatura o gli elementi prefabbricati (ad esempio le travi in acciaio e le lamiere profilate).

 

Infine quando si eseguono lavori in vicinanza di linee elettriche è necessario:

  • Rispettare le indicazioni al fine di evitare i pericoli;
  • Non sostare nella zona di pericolo;
  • Osservare le indicazioni del dirigente o del preposto;
  • Sul cantiere, servirsi delle vie di transito predisposte.

Il documento ricorda che, prima di iniziare i lavori, i lavoratori addetti devono essere formati sui pericoli ai quali sono esposti e che le misure di sicurezza indicate vanno stabilite ed eseguite in accordo con l’ente erogatore dell’energia elettrica.



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