Shock

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Lo stato di shock, se non trattato, può portare alla morte. Premettiamo che questo articolo si limita ad illustrare in linea generale come si agisce in caso di shock e che, se non si è partecipato ad un corso di pronto soccorso e non conosciamo le procedure esatte, la cosa migliore da fare in questi casi è chiamare il prima possibile il numero di emergenza e attendere i soccorsi accanto alla persona in stato di shock.
I sintomi che preannunciano uno shock sono diversi: aumento della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, pallore, sudorazione fredda, stati di agitazione, confusionali, fino alla perdita di coscienza, ma anche l'abbassamento della pressione cardiaca fino all'arresto. Solitamente, si interviene mettendo il soggetto nella posizione di Trendelenburg: si distende al suolo, supino, inclinato di 30°, con il capo a terra e il bacino leggermente rialzato e gli arti inferiori sollevati. Se l'infortunato ha già perso coscienza, va posto in posizione laterale, con una inclinazione di 10-15°. Questo per evitare una pressione eccessiva degli organi sul diaframma e favorire la respirazione. Un'inclinazione è necessaria per favorire l'afflusso del sangue al cervello. Questa posizione non deve essere utilizzata in caso di trauma cranico o alla spina dorsale, o di fratture alle gambe. Anche nel caso in cui si sospetti l'infarto del miocardio, sarà meglio che l'infortunato scelga da solo la posizione per lui meno dolorosa. Dato che ci sono diversi tipi di shock, e che i sintomi possono riguardare diverse patologie, è sempre bene attendere una diagnosi da parte di personale specializzato.

Dicevamo che esistono diversi tipi di shock.

SHOCK IPOVOLEMICO
È causato dalla diminuzione della massa sanguigna circolante. Si può avere a seguito di una forte emorragia o può essere causato da malattie quali il diabete insipido. I sintomi possono essere un pallor diffuso è una diminuzione della pressione. Anche in questo caso, è bene utilizzare una posizione antishock e coprire il soggetto senza farlo sudare.

SHOCK NEUROGENO
Facilmente confondibile con lo shock spinale. Si tratta di una vasodilatazione periferica collegata ad eventi di natura cerebrale. I sintomi vanno dall'ipotensione, a una riduzione della diuresi e alla tachicardia. Sono presenti lesioni del midollo. Per controbattere questo tipo di shock, va somministrato ossigeno e vanno regolati i fluidi corporei. Si arriva fino alla somministrazione di dopamina per i casi più gravi.

SHOCK ANAFILATTICO
È una grave reazione allergica che porta a gonfiore di faccia e gola, prurito e calo della pressione arteriosa. In casi critici, va trattato con la somministrazione di adrenalina, antistaminici e steroidi. È sempre consigliato un periodo di osservazione in ospedale per chi abbia superato la crisi che va dalle 2 alle 24 ore.

SHOCK SPINALE
Facilmente confondibile con lo shock neurogeno. Si presenta a seguito di una lesione del midollo, e la sua decorrenza può essere piuttosto lunga. Il sintomo principale è la perdita dei riflessi mediati dal midollo, anche se poi questi vengono recuperati. Si divide in quattro fasi: nella prima fase si perdono i riflessi, nella seconda, due giorni dopo all'incirca, questi vengono recuperati, nella terza i riflessi sono enormemente accentuati e nella quarta si arriva a spasmi. Il tutto viene accompagnato da ipotensione e brachicardia.

SHOCK SETTICO
È provocato da una grave infezione che coinvolge tutto l'organismo. Il tasso di mortalità è alto, e i pazienti devono essere ricoverati in terapia intensiva. È una situazione di emergenza medica. Il paziente viene curato tramite antibiotici a largo spettro, apporto di liquidi, normalizzazione della pressione.

SHOCK CARDIOGENO
I sintomi principali sono uno stato confusionale (che può portare al coma), pelle fredda, sudata e cianotica, insufficienza renale acuta, tachicardia e dispnea. È causata da problemi legati al cuore, quali infarti, cardiomiopatie, shock ipovolemico. Se non si ha un intervento medico in tempi brevi, la mortalità per questo tipo di shock è altissima.

LIPOTIMIA
La lipotimia è una sensazione di estrema stanchezza che porta alla perdita dei sensi, ma mai alla perdita completa di coscienza. È preceduta da una serie di sintomi, quali pallore, sudore freddo, vertigini e nausea, e le cause scatenanti sono disparate: stanchezza, calore eccessiva, scarsa ossigenazione dell'ambiente, ipoglicemia, emorragie, qualsiasi cosa insomma che riduca l'apporto di ossigeno al cervello. Viene spesso chiamata pre-sincope.



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