San Martino, la denuncia del dirigente: «Scuola senza estintori da mesi»

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San Martino, la denuncia del dirigente:
"Scuola senza estintori da mesi"
 


                                     
 

SAN MARTINO VALLE CAUDINA – Un braccio di ferro che non accenna a finire, destinato anzi ad andare avanti. Fra Comune e Istituto comprensivo “Don Milani” se non è guerra aperta poco ci manca. Oggetto del contendere, questa volta, la sicurezza degli ambienti scolastici. Ed, in particolare, gli estintori da utilizzare in caso idi incendio. «Da più anni vengono regolarmente ma vanamente richiesti certificati di rito sulla sicurezza degli stabili ed interventi manutentivi ordinari e straordinari mai eseguiti – è la premessa del dirigente Giuseppe Orlando, messa per iscritto ed indirizzata al Comune e al Prefetto – . Così come mai sono stati garantite dall’Ente locale le forniture relative al materiale di pulizia, l’arredamento le spese varie di ufficio e gli impianti. Per le emergenze abbiamo, attualmente, come unici interlocutori l’architetto Petecca, assessore al patrimonio, il comando polizia municipale e qualche volenteroso impiegato comunale. La scuola, in verità, è totalmente abbandonata da alcuni anni, al punto che neanche la normale ricarica degli estintori è più garantita. E allora, di cosa stiamo parlando?», è la polemica domanda che si pone il dirigente. Figlia anche di una recente intervista rilasciata proprio ad Ottopagine dal sindaco Pasquale Ricci sulla vexata quaestio della mensa. Dopo la ‘visita’ dei Nas, infatti, non sono mancate interviste e precisazioni in un crescendo polemico. «Sono rimasto sconcertato dal contenuto e dal tono della dichiarazione resa al vostro giornale dal sindaco Ricci – aggiunge il dirigente caudino – sulla vicenda relativa alla chiusura della mensa del campus scolastico in seguito all’ispezione congiunta dei Nas e dei sanitari dell’Asl. Una dichiarazione che sembra avere tutta l’aria di una excusatio non petita e, mi auguro, frutto di una estemporanea esternazione dettata da un momento di naturale “affaticamento”. Se così non fosse, debbo, naturalmente, pensare ad “altro”. Ritengo che l’excusatio non petita si configura, il più delle volte, quando qualcuno anticipa le proprie giustificazioni, senza, cioè, che sia stato preventivamente accusato dall’interlocutore, tradendo, così, un senso di colpevolezza. E affannarsi a giustificare il proprio operato, senza che sia richiesto, invocando inesistenti lavori di ristrutturazione, è un indizio del fatto che si abbia qualcosa da nascondere – è la dura disamina di Orlando -, ovvero non è altro che un maldestro tentativo per far vedere che si opera e ci si impegna quando è evidente a tutti che, in quel determinato campo, si è completamente assenti». La polemica continua.
 

Fonte : benevento.ottopagine.net

 



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